A Bologna la Virtus aspetta il Geas

SESTO SAN GIOVANNI, 15 DICEMBRE. Alla vigilia della decima sfida di quest’anno, dopo un ottimo bilancio di 6 vittorie e 3 sconfitte, l’Allianz Geas si prepara ad affrontare la complicatissima trasferta contro la Virtus Bologna che occupa il terzo posto in classifica, con soli due punti di vantaggio (e una partita giocata in più) sulle rossonere. 

Le ragazze di coach Pierre Vincent sono una delle squadre più talentuose e profonde della Serie A1, con un roster attrezzato per sostenere il doppio impegno campionato ed Eurolega. Le V nere sono il secondo attacco di questo campionato: hanno 4 giocatrici stabilmente in doppia cifra di media, la miglior percentuale dal tiro da 3 punti (37% di squadra) e il maggior numero di rimbalzi catturati a partita (35.6 di cui 8.2 offensivi).

La Virtus si affida all’enorme talento di Cecilia Zandalasini, che viaggia a 11.6 punti, 3.9 assist a partita e il 43% da 3 punti, una delle migliori tiratrici in Italia. Sotto canestro occhi puntati su André e Cox (quest’ultima anche in grado di segnare dalla lunga distanza col 33%) che combinano per quasi 13 rimbalzi di media e controllano il pitturato. Le altre minacce arrivano dalla campionessa WNBA Rupert (9.3 pt in 20 minuti di impiego), Peters (11.6 pt e 6 rimbalzi) e Dojkic (10.1 pt), giocatrice anche impegnata oltreoceano con le Seattle Storm.

In regia l’azzurra Francesca Pasa è sempre più una certezza e coach Pierre Vincent può contare su una panchina lunga e talentuosa: Barberis (13 anni al Geas), Consolini, Orsili, Del Pero. 

Prima del match, commenta così l’assistente allenatrice del Geas Martina Gargantini sottolineando le capacità delle avversarie e la necessità di prestare attenzione ai dettagli: “Una partita in trasferta contro una squadra di Eurolega, quindi di livello ed esperta. Per noi è una sfida, dobbiamo provare a competere contro di loro per 40’ giocando una partita solida e attenta in difesa, facendo grande attenzione a non calare con il ritmo in attacco e cercando di condividere le responsabilità”.

Francesco Amadori

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