GE(A1)S: A SELARGIUS SI CORONA IL SOGNO PROMOZIONE

Le rossonere hanno attraversato un oceano di difficoltà in una stagione travagliata come poche per tener fede al patto d’onore che avevano stretto fra loro: riportare la società fra le grandi, come le compete per storia e tradizioni.

 

SELARGIUS, 21 aprile 2018

Un’emozione immensa, forse irripetibile per la catena di eventi innescata alla fine della stagione scorsa, con la bruciante sconfitta a Bologna nello spareggio promozione. Il Geas torna in A1, dove le compete per storia e tradizione, fra sorrisi, spumante e lacrime di gioia, dopo una stagione con poche macchie: 24 vittorie, 3 sconfitte e una partita ancora da giocare, derubricata ad amichevole di lusso, contro l’altra squadra che aspirava alla vetta della classifica e alla promozione diretta, Costa Masnaga.

Il mare di difficoltà s’era palesato proprio ad inizio stagione, col club alle soglie del fallimento per ragioni finanziarie. La decisione delle ragazze, mai sentita prima, di giocare anche gratis pur di far sopravvivere la società e il sogno promozione sprigiona una magia: si materializza un benefattore misterioso che consente di procedere con serenità nel campionato. Che però diventa subito durissimo per le lunghe assenze per infortunio di Galbiati, Ercoli, Panzera e infine Barberis, il cui crociato “salta” all’inizio della volata finale. Ma da questo mare di ostacoli le rossonere sono uscite nel migliore dei modi, concludendo la corsa sul campo di Selargius, periferia di Cagliari, ad una manciata di chilometri da un altro mare, quello che bagna la Sardegna. Le geassine non consentono nemmeno che la partita si apra: non possono nemmeno ipotizzare qualcosa di diverso dalla vittoria. Sesto fa ingresso nella gara come un treno, arrivando a trenta punti di margine in meno di due quarti e convincendo il tecnico delle sarde che non è il caso di arrischiare Lussu e Arioli, tenute precauzionalmente a riposo ad inizio gara, in vista del cruciale sforzo di Selargius nell’ultima giornata contro Udine, con una salvezza ancora da conquistare. In attacco apre Orozovic, continua la brillantissima Galbiati, rifinisce l’impeccabile Arturi e dànno spettacolo tutte le altre, panchina compresa, simbolo di una stagione all’insegna del collettivo e dei valori morali del gruppo.

L’ultima volta in cui Sesto era salita nella massima serie risale al 2014-15: l’anno successivo il Geas già retrocede, aprendo due stagioni passate a guidare le classifiche della divisione cadetta. Sul piano individuale, Giulia Arturi ha all’attivo, in 10 anni, ben 4 promozioni, tutte col Geas: oltre a quest’ultima, una dalla A3 all’A2 (2012-13) e due dalla A2 alla A1 (2007-08, 2014-15). Virginia Galbiati ha vissuto l’emozione dei passaggi di categoria per 3 volte, tutti dalla A2 alla A1 (con Ragusa nel 2012-13, con Broni nel 2015-16), col Geas quest’anno. Il nucleo rossonero superstite del più grande gruppo giovanile della storia, composto da Bea Barberis e Francesca Gambarini, entrambi prodotti del vivaio sestese, ne hanno vissute 3: nel 2012-13 dalla A3 alla A2, nel 2014-15 dalla A2 alla A1 e quella ottenuta a Selargius.

 

Il Geas questa promozione la merita tutta. Se la merita Giulia Arturi, la personificazione stessa del Geas, per il suo saper essere capitana e guida; perché le sembrava giusto onorare così l’anno del 40.o anniversario della coppa dei Campioni del 1978 (tra le “signore della coppa” anche la mamma, Rosi Bozzolo) con una conclusione degna di quella “legacy”; perché dietro ad ogni assist recapitato e ad ogni predominio tattico di gara esercitato, lei sapeva esserci qualcosa di più grande.

Se la merita Virginia Galbiati, l’attaccante implacabile, il “vento nei capelli” che spesso le avversarie vedono solo da dietro, l’Mvp del campionato nella stagione scorsa; se lo merita perché è riuscita a riemergere dopo un infortunio serio e perché quando entra “in the zone”, il parquet diventa la sua zona di caccia.

Se la merita, forse più di tutte, Beatrice Barberis, la guerriera che dà tutto per la squadra, perché prima che la sfortuna la fermasse stava correndo una stagione favolosa, la sua migliore di sempre, perché, quando il Geas si è ritrovato senza Galbiati ed Ercoli, contemporaneamente e per tante giornate e i sogni d’inizio anno sembravano infranti, lei si è caricata il gruppo in spalla e ha continuato a farlo volare alto.

Se la merita Elisa Ercoli, la gigante buona, perché è uno dei collanti della squadra e perché ha mostrato spesso sprazzi di controllo (a volte fisico, a volte totale) delle gare e perché sopporta col sorriso sulle labbra tante ruvide attenzioni delle avversarie.

Se la merita Veronica Schieppati, la “signora” sotto le plance, perché raramente si vede una giocatrice dominare a rimbalzo con tanta rabbiosa eleganza e perché, quando si posiziona sulla sua mattonella in angolo, si sa già che il punteggio della sua squadra verrà incrementato di 2 punti.

Se la merita Francesca Gambarini, la play visionaria e spettacolare, perché ricevere gli applausi anche del pubblico avversario per una finezza non è da tutti, e a lei succede spesso; perché talvolta – forse non ci credeva nemmeno lei – quel tiro dall’arco sui 24’’ è entrato; e perché l’estro può essere anche concretezza.

Se la merita Cecilia Zagni, l’intensa e invisibile jolly, perché è rarissimo che un nuovo arrivo si senta così tanto a casa dopo poco tempo, per la sua difesa asfissiante su lunghe molto più grosse di lei, per tutti i suoi valori “intangibles” che fanno vincere le gare.

Se la merita Sanja Orozovic, l’ultima arrivata, perché sia pure per poche partite finali è risultata una pedina fondamentale, anche dal punto di vista psicologico, per non arrendersi all’ultimo trabocchetto della sorte, l’infortunio di Bea.

Se la merita la quindicenne Ilaria Panzera, per il suo talento grande e grezzo, perché quando le altre iniziavano a “sentire” la partita lei continuava a giocare come sempre, perché si è messa a disposizione della squadra, pronta a dare e ricevere tanto.

Se la merita Lucia Decortes, perché per arrivare a toccare ogni pallone alto non ci vuole solo un gran fisico; per i suoi semi-ganci vintage e perché sembra che trasmetta serenità al gruppo.

Se la meritano Irene Pusca, Marta Pellegrini, Martina Grassia, perché quando è toccato a loro non si sono mai tirate indietro e perché ci vuole qualcosa di particolare per lasciare il segno in brevi frangenti.

Se la merita l’allenatrice Cinzia Zanotti, che a Cagliari ha preso in mano per la prima volta un pallone da bambina ed è tornata per chiudervi un ciclo; perché col suo lavoro duro è riuscita a tirare fuori il meglio da ciascuna, perché ha capito che la chiave è fare di un insieme di giocatrici qualcosa di più di una semplice squadra; perché lei, più di tutti, è stata esposta alle intemperie della stagione e ha svolto compiti che quasi mai si richiedono ad un allenatore.

Se la merita tutto lo staff, a partire dai vice Paolo Fassina e Alessandro Minotti, perché per percorrere una lunga stagione dai numeri invidiabili servono ore ed ore di lavoro in palestra e dietro le quinte e perché sono una certezza su cui le ragazze possono sempre contare. Se lo meritano i preparatori atletici, lo staff medico, uomini-ovunque come Carletto Vignati e Danilo Pozzobon. Se lo meritano tanti che in questo breve elenco non figurano.

Se la meritano i dirigenti, con in testa il presidente Filippo Penati, che è riuscito ad infondere la serenità giusta nei momenti difficili e per il suo instancabile lavoro per dare un futuro alla società.

Se lo meritano i tifosi e tutti quelli che ci credevano, nonostante tutto.

 

Sabato 28 al PalaNat alle 20.30 le rossonere ospiteranno Costa Masnaga, ormai aritmeticamente impossibilitata a raggiungere il primo posto, anche in caso di vittoria. Sarà il giorno della vera festa del mondo Geas e contemporaneamente l’occasione per applaudire le bravissime avversarie: tutti i tifosi sono calorosamente invitati a presenziare.

 

A questo link il tabellino completo della partita.

 

Si può rivedere la gara sulla pagina Facebook “Directa Sport Live TV”, con la telecronaca di Roberto Rubiu.

 

COACH ZANOTTI – “Siamo state prime in classifica dalla prima giornata del campionato: sarebbe stata una beffa non arrivare qui in testa. Abbiamo dimostrato durante tutto l’anno di riuscire a reggere, nonostante gli infortuni. La finale promozione che abbiamo perso lo scorso anno è stata forse la motivazione più forte di tutte: quest’anno, abbiamo mantenuto lo stesso gruppo, anche se abbiamo avuto un momento di grande crisi all’inizio del campionato. Vorrei ringraziare la società, col presidente Penati in testa, per le opportunità messe a disposizione; vorrei ringraziare anche e soprattutto i nostri ‘angeli custodi’, come il benefattore che ci ha dato la possibilità di lavorare per un anno con serenità. Io ho iniziato a giocare in Sardegna, ma non solo: da allenatrice, ho vinto col Geas il mio primo scudetto a livello giovanile sempre qui. Questa mattina mi sono svegliata e mi sono detta: ‘È proprio destino’. Amo Cagliari e ora sono felicissima. Il Geas ha ora tempo per lavorare e per mettere a posto le cose per la A1: speriamo di riuscire a fare una buona stagione e di non ripetere quella di due anni fa, mettendo in campo una squadra che possa rimanere a questo livello per più anni”.

 

COACH STAICO – “Eravamo ben consapevoli del valore della squadra che ci siamo trovate di fronte. La gara è scivolata via, incentivando l’ingresso delle giovani. È stata una partita un po’ così: non ne abbiamo potuto ricavare nulla per il nostro obbiettivo salvezza”.

 

GIULIA ARTURI – “Ci abbiamo messo due anni, ma ci abbiamo creduto. Quest’anno, tra mille problemi, abbiamo veramente cercato la promozione. È stata infine una grande liberazione. La sconfitta contro Bologna dell’anno scorso è stata una mazzata: già solamente rialzarci da quell’insuccesso è stata dura. Per fare un anno come quest’ultimo ci è voluto tanto cuore. Speriamo di non fare una ‘toccata e fuga’ in A1: mi sono stancata di retrocedere e dover poi lottare per risalire (gran risata, ndr). Lungo questa stagione, ci sono state moltissime persone che ci hanno aiutato: vorrei ringraziare chi non ha mai mollato, nemmeno nei momenti di difficoltà”.

 

VIRGINIA GALBIATI – “Questa è la mia terza promozione, ma vale più delle altre. Siamo un gruppo speciale: abbiamo superato ogni tipo di difficoltà per raggiungere questo obiettivo, sfuggitoci per un soffio lo scorso anno. Rispetto alle promozioni vissute a Ragusa e a Broni, c’è da dire che qui sto giocando con compagne di squadra–amiche: giocare con delle amiche è ancora più speciale. Riuscire a vincere con loro è un valore aggiunto. Cinzia sin da subito mi ha detto di essere ben consapevole delle mie potenzialità offensive, ma di volere maggiore applicazione in difesa. Mi sono sempre fidata ciecamente di lei: ho cercato di ripagarla nel migliore dei modi, provando a dare qualcosa in più anche dall’altra parte del campo. L’anno prossimo, vorrei godermi l’A1 col Geas. Vogliamo giocarcela tutte assieme, per far vedere il nostro valore anche nel massimo campionato”.

 

PRESIDENTE FILIPPO PENATI – “La stagione si è aperta con una grande difficoltà; poi abbiamo incontrato una serie di infortuni non indifferenti. Le ragazze sono state straordinarie: all’inizio, generose quando si sono dimostrate attaccate ai colori del Geas e non hanno voluto abbandonare la società in un momento di grande difficoltà; poi, grandi sul campo di fronte anche alla sfortuna. È una grande soddisfazione e un sogno che si avvera: è stata una lunga galoppata vittoriosa. Le ragazze hanno grandi valori umani, grande affiatamento e collaborazione tra loro: è una squadra fantastica, un gruppo strepitoso. Abbiamo trovato un benefattore, che vuole rimanere anonimo, e tanti amici e sponsor, che ci hanno aiutato: mi auguro che si possa continuare a fare squadra.”.

 

Fabiano Scarani – Ufficio Stampa GEAS

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