Il mondo GEAS piange uno dei suoi simboli più luminosi della sua storia lunga 80 anni: ci ha lasciati stamattina Mabel Bocchi, giocatrice simbolo di quel GEAS che conquistò scudetti (tantissimi) e la prima Coppa Campioni per una squadra italiana (77/78 contro lo Slavia Praga).
Nata a Parma, arrivata a 15 anni a Sesto via Avellino, Mabel si è fatta amare sin da subito, sia per le prestazioni sul parquet che per lo spirito fuori dal campo. Otto gli scudetti consecutivi, record tutt’ora ineguagliato, ma più di tutto l’ascesa a simbolo di un movimento cestistico che conquistò l’Europa.
Stoiche le trasferte a Riga, con cui si battagliava in campo europeo in quegli anni. Da annali anche la medaglia di bronzo conquistata con l’Italia (la prima per la Nazionale) agli Europei del 1974. In seguito il trasferimento a Torino.
Mabel divenne il simbolo in primis del GEAS ma anche della pallacanestro italiana degli anni 70. Una giocatrice inedita per quei tempi, una persona poliedrica e cordiale, amata da tutti.
Ci mancherai Mabel.
Il Presidente Carlo Vignati sceglie di ricordarla così: “La prima cosa che mi viene in mente è l”amicizia che l’ha legata alla Rosy Bozzolo… Erano inseparabili, erano due “ragazzacce” nel senso buono. Erano fortissime, una squadra fortissima, come non ce ne sono più. Ho davvero troppi ricordi per sceglierne uno solo. “

