Tra il 1973 e il 1975 la striscia di vittorie da record del Geas. La nascita di una squadra dominante

SESTO SAN GIOVANNI, 27 aprile 2020

Articolo pubblicato dalla Lega Basket Femminile sul proprio sito.

 

Ci sono record, nella storia del nostro sport, che oggi sono sostanzialmente degli Everest da scalare. Lo è il primato di punti di cui vi abbiamo raccontato su queste pagine di LaTaunya Pollard (99), ed egual cosa si può dire anche di quello complessivo di punti di Janice Lawrence, unica a sfondare il muro dei 10mila in Serie A. A livello di squadre, pare imbattibile il primato del Geas: 51 vittorie consecutive tra il 1973 e il 1975.

Due anni d’imbattibilità, solo l’inizio di una cavalcata che sarebbe poi culminata nel trionfo europeo, la Coppa dei Campioni 1978. Nel 1973/1974, il Geas si presenta al campionato con una grandissima fame di vittorie: la squadra, che a fine anni ’60 sarebbe stata controllata dall’ingegniere Azeglio Maumary, aveva già assaporato il dolce nettare del successo, interrompendo la supremazia di Vicenza e vincendo il tricolore per tre anni di fila (1970, 1971, 1972). Il primo successo arriva con delle grandissime vittorie proprie sulle campioni uscenti (53-54 alla penultima giornata) e sulla Standa Milano, grandissima rivale nel derby di quegli anni; simile epilogo un anno dopo, mentre l’ultimo titolo della tripletta è forse il più facile.

Nella stagione 1972/1973 ai nastri di partenza il solito copione. Geas favorita, ma la Standa Milano è agguerrita, quell’anno più che mai: la formazione di coach Milan Vasojevic vince 20 partite di fila ed entrambi gli scontri diretti, mentre le rossonere pagano forse l’infortunio di Bocchi che giocherà soltanto sedici partite su ventidue in quell’annata. Con questo spirito di rivalsa si va all’anno successivo, quello in cui sarebbe iniziata la storia delle invincibili.

Il Geas, nel frattempo, ha costruito e cesellato il suo organico attorno alla classe ’53 Bocchi: negli anni della tripletta era arrivata Rosetta Bozzolo (mamma dell’attuale capitano Giulia Arturi), Lucia Colavizza veniva dalla stagione col massimo di punti in carriera (11.2 di media) ed era diventata una colonna della squadra, l’anno prima era arrivata un elemento importante come Licia Toriser mentre quell’estate da Bologna il rinforza era Tiziana Fasso. Saranno loro, con una Bocchi da urlo (17.9 punti di media), le protagoniste e le migliori marcatrici del ritorno al titolo ma nel frattempo emerge anche una giovanissima Cristina Tonelli, tiratrice eccellente.

La prima stagione  delle “invincibili” è semplicemente perfetta: 22 vittorie, nessuna sconfitta. Lo scarto medio delle vittorie in quell’anno è di +37.2, che in casa diventa un mostruoso +46.4! Il successo più netto, quell’anno, contro Faenza: 112-22, un novantello di scarto impressionante. L’unica partita in cui la formazione di Vandoni rischia un po’ a Roma, sul campo dell’Intercontinentale: la formazione di coach Minervini (394 panchine in A1), buona squadra guidata da Tiziana Timolati e Bianca Rossi, porta sino al limite le lombarde che però riescono a vincere per 60-64 in quelli che di fatto sono i 40′ più sofferti nonchè gli unici a concludersi con uno scarto in singola cifra in tutta la stagione. Standa Milano, quell’anno, è comunque una discreta competizione, chiudendo a quattro punti di distanza, ma per il Geas arriva un trionfale tricolore e il ritorno sul gradino più alto del podio.

La stagione successiva la squadra non si accontenta e si rinforza ulteriormente per dominare il campionato. Ancora da Bologna arriva Manuela Peri, ma il colpaccio è l’arrivo da Vicenza di Wanda Sandon, una delle più solide giocatrici del nostro campionato, che si propone subito come assoluta protagonista anche in maglia Geas con 11.6 punti di media nella prima annata a Sesto San Giovanni: fisico, tecnica e mentalità vincente, una colonna in mezzo all’area.  La stagione 1974/1975 è forse una delle più dominanti per una squadra della storia della nostra Serie A1: non solo 22 vittorie, ma tutte maturate con una doppia cifra di scarto, e dieci punti di distacco sulle due inseguitrici Roma e Treviso. Non c’è Milano, sul podio, ma proprio con la Standa le sestesi giocheranno le due partite più equilibrate della loro stagione, per così dire: due vittorie di undici punti, 62-52 e 58-69. Quell’anno, la squadra di Vandoni esagera contro Busto: 111-30! Non il record assoluto di quella formazione, ma un +81 da consegnare agli annali.

In estate cambia la panchina con l’arrivo di Dante Gurioli, ex giocatore per All’Onestà Milano: non inizia bene il nuovo anno perchè subito Bozzolo accusa un infortunio che la costringe a saltare tutto il campionato. La squadra è sempre strutturata attorno a Bocchi, che in estate aveva trascinato l’Italia a un fantastico quarto posto al Mondiale (dopo il bronzo agli Europei del 1975), il punto più alto del nostro basket femminile nella competizione iridata, e quell’anno sarebbe stata nominata da una giuria internazionale miglior giocatrice mondiale. Il Geas non ha una reale competizione con Milano, Roma e Treviso sempre a inseguire ma un passo indietro.

Dopo sei incontri perfetti, le sestesi hanno esteso la loro striscia d’imbattibilità a 51. Seppur meno dominanti rispetto alle altre stagioni, le campionesse d’Italia non avevano mostrato sostanziali difficoltà: si va a Treviso, per la settima giornata.

Le venete si erano da qualche anno affermate come una delle realtà emergenti del nostro basket, iniziando un percorso che le avrebbe portate allo scudetto del 1981, l’unico per la città e il primo nella pallacanestro, ben prima dell’epopea Benetton nel maschile. La squadra, guidata quell’anno da Giulio Geroli, era incentrata su Renata Tessarolo, 16.7 di media, ma aveva tra le sue fila anche una ex, Tiziano Fasso, che fu la seconda miglior marcatrice della squadra in una stagione molto positiva, da sedici vittorie e solo sei sconfitte.

Lì si blocca la striscia delle sestesi, in un campo a Treviso con la legge dell’ex che fa da padrone. Geas, che in stagione, pur calando le sue medie relizzative rispetto al passato, non aveva mai avuto particolari a metter punti al tabellone, gioca un match contratto ene segna solo 51: vince Treviso, 59-51. A 51 si ferma lo score, e si ferma anche la striscia vincente più incredibile di sempre. Nel corso di questa campagna trionfale, Geas colleziona due scudetti ma conquista anche un posto nell’immaginario collettivo come una delle più forti squadre italiane, completamente Azzurre (in Italia non era ancora consentito l’utilizzo delle straniere), di sempre.

Non era finita qui, non poteva esserlo. Un flashforward, rispetto alla linea temporale di cui abbiamo parlato, ci porta a Nizza: il Geas, dopo la fine della striscia, ha vinto gli ultimi due scudetti e ad aprile avrebbe vinto (pur soffrendo) anche il terzo. Manca solo la consacrazione definitiva in campo internazionale, spesso negata dalla “bestia nera” Riga, guidata da Uljana Semionova. L’occasione arriva il 30 marzo con la finale di Coppa dei Campioni, l’avversario è lo Sparta Praga: le sovietiche non partecipano al torneo e all’ultimo atto ci sono le cecoslovacche, alte e fisicate, che riescono a chiudere sul +1 la prima frazione. Quella sera Liliana “Mabel” Bocchi e Rosa Maria Battistella (mamma anche lei, come Bozzolo, successivamente: suo figlio è il pivot Andrea Crosariol, visto anche in maglia Azzurra) si spartiscono un tempo a testa, realizzando entrambe 22 punti e la formazione di coach Fabio Guidoni solleva il trofeo più ambito. Il cerchio si è chiuso, mentre gli anni ’70 cominciano a svanire e un nuovo decennio d’imprese e racconti del nostro basket è pronto a cominciare.

(Foto Museo del Basket Milano. Risultati e statistiche da “Almanacco del basket femminile”, a cura di Massimiliano Mascolo)

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